Il mercato dei VPN nel 2024 si distingue per una corsa agli audit di privacy, all’integrazione del protocollo WireGuard e all’espansione dei parchi server. Abbiamo selezionato otto soluzioni classificate in base alla rigorosità della loro politica di registrazione, alla copertura di rete, alla velocità misurata su WireGuard e al rapporto funzionalità/prezzo. I fornitori la cui politica no-logs è stata oggetto di un audit indipendente recente e accessibile sono sistematicamente favoriti.
1. NordVPN
NordVPN rimane il riferimento più documentato del settore. La sua politica no-logs auditata più volte da studi indipendenti lo colloca al primo posto per quanto riguarda il criterio di fiducia. Il protocollo NordLynx, basato su WireGuard, offre tempi di connessione brevi e una larghezza di banda stabile nella maggior parte delle località testate.
Il parco server copre un numero elevato di paesi, facilitando l’accesso a cataloghi di streaming geo-restritti. Il kill switch funziona sia su desktop che su mobile, un punto in cui diversi concorrenti rimangono vulnerabili.
Limite notevole: la tariffazione mensile senza impegno è tra le più elevate del mercato. Il risparmio si concretizza solo con un abbonamento a lungo termine. Per collocare NordVPN rispetto ad altri attori, un confronto vpn su The Click dettaglia le differenze di prestazioni di rete tra fornitori.
2. ExpressVPN
ExpressVPN punta sul suo protocollo proprietario Lightway, concorrente diretto di WireGuard, che riduce il consumo della batteria su mobile mantenendo una crittografia robusta. Gli audit di sicurezza pubblicati coprono sia l’infrastruttura server che le applicazioni client.
La giurisdizione nelle Isole Vergini britanniche lo esclude dalle alleanze di condivisione delle informazioni, un argomento tecnico che pesa per gli utenti attenti alla loro privacy. La rete di server, sebbene meno estesa in numero assoluto rispetto a quella di NordVPN, privilegia posizioni ad alta velocità.
Il prezzo rimane il principale ostacolo: è uno dei VPN più costosi, anche per le formule lunghe. Il sovrapprezzo si giustifica soprattutto se la velocità di connessione in Asia o Medio Oriente è un criterio prioritario.

3. Surfshark
Surfshark si distingue per una politica di connessioni simultanee illimitate, eliminando la necessità di contare i dispositivi coperti da un unico abbonamento. Su WireGuard, le velocità misurate lo collocano subito dietro NordVPN ed ExpressVPN.
Recenti audit indipendenti sono stati riportati per Surfshark, anche se i rapporti dettagliati non sono sempre liberamente consultabili. È quindi opportuno distinguere una politica no-logs dichiarata da una politica la cui portata esatta dell’audit è verificabile.
Il suo modo CleanWeb integra un blocco pubblicitario e anti-tracker direttamente nel tunnel VPN, evitando di accumulare estensioni del browser. Per un uso familiare multi-dispositivo a budget controllato, Surfshark è la scelta più coerente.
4. ProtonVPN
ProtonVPN è l’unico fornitore importante a offrire un servizio gratuito senza limiti di larghezza di banda, supportato dall’ecosistema Proton (email, calendario, archiviazione). L’infrastruttura si basa su server Secure Core che instradano il traffico attraverso paesi con forte protezione dei dati prima di raggiungere il server di uscita.
Il codice sorgente delle applicazioni è completamente aperto, auditato dalla comunità e da studi terzi. Questa trasparenza supera ciò che offrono la maggior parte dei concorrenti commerciali.
Contropartita: il parco server rimane più modesto e le velocità sull’offerta gratuita sono volutamente limitate. L’offerta a pagamento corregge questi limiti, ma il prezzo mensile si colloca nella fascia alta.
5. CyberGhost
CyberGhost pubblica rapporti di trasparenza trimestrali che dettagliano il numero di richieste legali ricevute e la risposta fornita, un indice complementare agli audit. Questi rapporti costituiscono uno strumento di verifica che pochi fornitori offrono con questa regolarità.
La rete di server è una delle più vaste del mercato, con profili preconfigurati per lo streaming e il download. L’interfaccia, molto guidata, è adatta agli utenti che non desiderano configurare manualmente protocollo e DNS.
Il rovescio di questa semplicità: le opzioni di personalizzazione avanzata rimangono limitate. I profili tecnici che vogliono configurare un tunneling diviso granulare o un DNS privato troveranno l’applicazione troppo chiusa.
6. Mullvad VPN
Mullvad adotta un modello radicalmente diverso: niente account email, pagamento possibile in contante o in criptovaluta, e una tariffa mensile unica identica per tutti gli utenti. L’anonimato inizia già al momento dell’iscrizione.
Il fornitore svedese integra WireGuard nativamente e mantiene un parco server più ristretto ma completamente controllato (server bare-metal, niente macchine virtuali condivise). Questa scelta infrastrutturale riduce la superficie d’attacco lato hosting.
Mullvad non è adatto a chi cerca di sbloccare cataloghi di streaming: il numero di località è limitato e non è prevista alcuna ottimizzazione specifica per questi usi.
7. Private Internet Access (PIA)
PIA combina un codice sorgente aperto e una delle più grandi reti di server disponibili. La politica no-logs è stata testata in tribunali americani più volte senza che alcun registro di connessione potesse essere prodotto.
- Tunneling diviso configurabile per applicazione e per indirizzo IP, sia su desktop che su mobile
- Protocollo disponibili: WireGuard, OpenVPN e IKEv2, con scelta del livello di crittografia
- Blocco integrato MACE contro pubblicità, tracker e domini malevoli
Il punto debole rimane l’interfaccia, meno intuitiva rispetto a quella di NordVPN o CyberGhost. La curva di apprendimento è reale per un utente non tecnico.
8. Hide.me
Hide.me offre un servizio gratuito limitato ma senza pubblicità, supportato da una politica no-logs auditata. La giurisdizione malese lo colloca al di fuori degli accordi di sorveglianza più comuni.
- Supporto nativo per WireGuard, OpenVPN, IKEv2 e SoftEther, quest’ultimo raro tra i concorrenti di massa
- Funzionalità Stealth Guard che impedisce qualsiasi connessione internet se il VPN non è attivo sulle applicazioni selezionate
- Server multihop per concatenare due località e rafforzare l’anonimizzazione del traffico
La rete di server rimane modesta rispetto ai leader della classifica. Hide.me si rivolge agli utenti che privilegiano la diversità dei protocolli e la granularità della configurazione piuttosto che la copertura geografica.
In Francia, decisioni del tribunale di Parigi emesse nell’ottobre 2026 hanno ordinato a certi intermediari, tra cui fornitori di VPN, di bloccare siti di trasmissione sportiva pirata. L’obbligo riguarda un sforzo ragionevole di blocco, non un risultato garantito. L’uso di un VPN rimane legale per i privati, ma il panorama normativo evolve e giustifica la scelta di un fornitore trasparente sulle proprie pratiche.



